Che Due Polpette!

un concept di branding nato dalla fame di qualcosa di diverso

il problema di un paesino con poca fantasia

Vivere in un paesino di provincia ha i suoi vantaggi: tranquillità, ritmi lenti e profumo di concime che arriva dritto dai campi. Tutto bello, finché non ti sale la voglia di fare qualcosa di diverso dal solito.

Se vuoi fare un aperitivo, hai il classico bar. Se vuoi mangiare qualcosa in pausa pranzo, hai il kebab shop o l’osteria, belli unti e con un abbiocco pomeridiano incluso nel prezzo. Ma se vuoi stare in un posto carino e rilassato per fare due chiacchiere e stuzzicare qualcosa? L’alternativa è prendere la macchina e macinare chilometri (sempre che tu non sia già fuori orario).

Da questa mancanza è partita l’idea di Giada: creare un locale che a lei – e a chi vive il paese come lei – offrisse un’alternativa fuori dal comune. Un posto “spettinato”, accessibile a tutti, dove la cucina è semplice e l’esperienza è genuina.

Io ovviamente non ho resistito, e Giada ci ha messo la pazienza di farsi usare (con gentilezza) come cavia per un progetto di brand identity costruito da zero: naming, posizionamento, sistema visivo. Mi sono concentrata sull’esplorazione del linguaggio visivo e sugli elementi di comunicazione, con un obiettivo ben chiaro: portare la polpetta – semplice e alla portata di tutti – in un locale che diventa un punto di riferimento dove sentirsi a casa. E sì, le ciabatte sono ben accette.

Mockup di una cup in carta per l'asporto delle polpette, con il logo e il pattern del brand, arricchita da una colatura di salsa.
Stile fotografico del brand, con uno scatto ravvicinato di polpette al pomodoro e l'applicazione del logo.

il gusto a tutto tondo, per davvero

Questo concept ha due pilastri principali: cibo semplice e condivisione.

La chiave dell’unione tra i due sta nella forma: il cibo a pallina. Le polpette naturalmente sono le regine indiscusse – sono semplici, le mangi con le mani inzozzandoti per bene, e non si prendono troppo sul serio. Tutto il menu segue la stessa logica tondeggiante: cheese balls, olive all’ascolana, bubble tea. Insomma, roba buona che non si mangia con il servizio della nonna.

Il vero collante, però, è la community. Che tu venga per un aperitivo con gli amici o per uno degli eventi creativi organizzati dal locale, l’atmosfera è sempre la stessa: quella di casa di un amico. Dalla famiglia in cerca di una pausa al muratore sporco di malta per un pranzo al volo, qui dentro c’è posto per tutti.

Poster tipografico con la frase 'QUALCUNO HA DETTO... POLPETTE?', con il tono di voce informale e ingaggiante del brand.

un'identità nata per farsi notare

Prima di disegnare qualsiasi cosa, serviva un nome per la nostra creatura.
Ho provato con PolpEat: diretto, scattante, quasi dialettale nella pronuncia. Carino si, ma sapeva troppo di catena da centro commerciale – l’esatto contrario del calore che il locale doveva trasmettere.

Poi è arrivato Che Due Polpette!, il vincitore: non solo descrive letteralmente cosa vende, ma riprende anche un’esclamazione che si usa già nel linguaggio comune: puoi usarla per lamentarti o per esprimere entusiasmo, funziona sempre.

Il logotipo usa il carattere tipografico Tanker, un font spesso e compatto che comunica solidità e presenza decisa, reso però più morbido e accogliente da bordi molto arrotondati. Racconta il ruolo del locale nella community: un posto attivo, presente, che organizza eventi e workshop e non si limita a servire piatti. Le lettere, accostate e leggermente inclinate per dare movimento, creano una specie di “rete” visiva, che richiama l’idea di unione e condivisione, la stessa che si respira dentro al locale.

Versione primaria del logo Che Due Polpette! in rosso su sfondo giallo pallido
Versione secondaria ridotta del logo in giallo pallido su fondo viola
Icona del logo Che Due Polpette! ricavata dalla O deformata del logotipo
Versione negativa del logoin giallo su sfondo rosso acceso
Mockup di un sacchetto d'asporto in carta, che mette in mostra il tono di voce irriverente e il logo del brand con il claim "buone da fare invidia".
Etichette adesive rotonde che mostrano le varianti di colore e il logo del brand sovrapposte a un pattern geometrico.

la O diventa il neo dell'identità

La protagonista del sistema visivo è la O: nata dal punto del font, non è perfettamente rotonda né regolare, varia proprio come le polpette fatte a mano, e come i clienti del locale.

La palette riprende i colori classici del settore food – rosso e giallo – ma li reinterpreta: il giallo si stempera in un tono quasi pastello, mentre il rosso resta acceso e diretto, in un contrasto che vuole allontanarsi dall’estetica delle grandi catene. Il viola spinge oltre: crea attrito, dà quell’anima pop e un po’ fuori registro che si sposa perfettamente con lo spirito del brand.

Anche il linguaggio usato nella comunicazione segue lo stesso principio: slogan e frasi schiette, dirette, che parlano al cliente come farebbe un amico di vecchia data, che invitano alla leggerezza e al divertimento.

Pattern geometrico ricavato dalla ripetizione della O deformata del logo di Che Due Polpette!
Mockup di un'insegna esterna rotonda che mostra l'applicazione del logo secondario e ridotto del brand nello spazio fisico.
Mockup di una scatola per l'asporto delle polpette con il pattern geometrico coordinato e il logo del brand.
Mockup di post Instagram con uno scatto ravvicinato delle polpette e l'applicazione dello stile grafico e del tono di voce del brand.
Mockup di storia Instagram con la simulazione di un sondaggio interattivo e le icone personalizzate coordinate.
Mockup di post Instagram con una scena di aperitivo all'aperto, pensato per illustrare l'atmosfera e lo stile visivo del brand.
Mockup di scatole per l'asporto disposte a pattern, che evidenziano il logo del brand e il sistema visivo in uso nel packaging.
Sacchetto di carta per l'asporto con i manici, il logo e una scritta "Snackino?" stampata, che mette in evidenza il tono di voce informale del brand.
Mockup di una campagna di affissione esterna con manifesti pubblicitari che riprendono il payoff "Una tira l'altra... e altre cento!" con i colori e font del brand.
Design della fidelity card e dei buoni regalo, che illustrano il coordinato cartaceo e la personalizzazione dei materiali di fidelizzazione del brand.
Scatto ravvicinato di una polpetta aperta a metà, accompagnata dal copy "tenere dentro, decise fuori" che descrive la consistenza del prodotto.
Elementi del sistema visivo che mostrano la serie di icone e sticker personalizzati coordinati con l'identità grafica del brand.
Mockup di una campagna di affissione esterna con il copy 'NE ABBIAMO PER TUTTI I GUSTI' e lo stile fotografico coordinato del brand.
Mockup del cavalletto pubblicitario all'esterno del locale che promuove le novità della settimana.

il conto finale

Non sappiamo ancora se Giada aprirà mai davvero questo locale, ma intanto parte già avvantaggiata: ha già un nome e una personalità forte per la comunicazione del suo locale.

Ed è questo il bello di un buon progetto di branding: anche prima di tagliare il nastro, il locale esiste già nella sua voce, nei colori, negli elementi che lo contraddistinguono. Perché un brand che funziona parte sempre dal capire chi è. Il resto, come le polpette, verrà durante la cottura.

Momento trasparenza: in questo progetto l’Intelligenza Artificiale mi ha dato una mano a rivedere i testi, per forma e struttura, e a realizzare alcuni mockup e fotografie. I contenuti, l’idea, lo sviluppo e tutta la natura del progetto restano opera mia. 🙂

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